martedì 3 maggio 2016

"UN RE SENZA UNA SPADA, UNA TERRA SENZA UN RE"

   "Una spada forgiata da un dio, annunciata da un mago, trovata da un re". Così recitava la bellissima locandina del film Excalibur (id., 1981) diretto da John Boorman. 
   Ma Excalibur non è l'unica spada celebre della storia (e della leggenda); non l'unica conosciuta per nome. Possiamo ricordare Mimung, la lama forgiata dal magico fabbro Weland, e soprattutto, ricordate?, la Durlindana di Orlando nella Chanson de Roland.
 Dico "ricordate?" perché la mia generazione (classe 1968) è cresciuta sentendosi raccontare a scuola episodi epici e meravigliosi; questi erano i nostri eroi: Ettore e Achille (e la classe regolarmente si divideva in due fazioni), Leonida e i suoi Trecento alle Termopili, Annibale e gli elefanti attraverso le Alpi.... Fra questi certo anche Orlando che suona il corno a Roncisvalle e, per non lasciare la sua spada nelle mani dei Saraceni, prima prova a spezzarla poi, non riuscendoci, la nasconde, morente, sotto il suo corpo.

Ricordo ancora la pagina del mio libro di letture con il disegno dell'eroica resistenza della retroguardia di Carlo Magno contro gli invasori.
   Ora nei libri delle elementari non si parla più di Leonida, ad Annibale sono dedicate sette righe (vi rimando per questo ad un prossimo post); di Orlando neanche la più piccola traccia. E non c'è di che stupirsi visto che la battaglia di Roncisvalle, così com'è presentata nella Chanson, è assolutamente non politically correct: capirete, l'eroe è tale perché stermina il maggior numero possibile di Saraceni che stanno tentando di invadere l'Europa....

   Ecco perché alle parole di mio figlio "Mamma, che cos'è la Durlindana?" ho sentito come un tuffo al cuore, ho fissato il bambino  come se fosse un'apparizione mistica, mi sono inginocchiata davanti a lui, gli occhi negli occhi, e, afferrandolo per le spalle, gli ho sussurrato "Dimmi, gioia, quale delle tue maestre ti ha raccontato di Orlando, della battaglia di Roncisvalle e della Durlindana?". "Nessuna. - mi ha risposto lui - L'ho letto su Topolino". 
   E qui, una volta per tutte, ho capito. In questo mondo alla rovescia, in questo mondo privo di memoria, e quindi di futuro, ("Life is now", "Il fatto che ciò che oggi è nuovo domani è già passato?")¹, in questo mondo in cui si esaltano gli effetti di una crema antirughe con un provocatorio aforisma di Oscar Wilde ("La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una all'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l'eternità.”²); in questo mondo, dicevo, se si vogliono conoscere la storia e i miti fondanti alla base della civiltà e dell'identità europea, ci vuole Topolino.
   Ma non finisce qui: come mai al giorno d'oggi su Topolino compare una cosa del genere? La risposta è semplice: la battuta si trova nella storia dal titolo Topolino e la spada invincibile, pubblicato nella raccolta Disney. Le più belle storie fantasy edita da Giunti nel 2015  ma risale al numero 1728 del 1989. Di tutta la nuova raccolta, questa è la storia più datata.
   Il che equivale a dire che i nostri figli non hanno più neanche le competenze per leggere Topolino. Amen.



¹ Rispettivamente il testo dello spot pubblicitario della Vodafone e del Samsung Galaxy S7
² Provocatorio perché la celebre espressione κτῆμα ἐς αἰεί (ktema es aiei, possesso per sempre) fu coniata da Tucidide in riferimento alla sua opera di storico.